Le Bellezze Naturali

L'isola abbonda di bellezze naturali. Nei pressi di Curzola capoluogo è sparso un miniarcipelago di una ventina di isolotti disabitati ricoperti di folta macchia, dalle coste accessibili: alcuni prenotano un lido di lavagne di pietra liscia ottime per prendere il sole. Una perla del paesaggio è pure l' isoletta di Badìa parziolamente coperta da un fìtto bosco di pini che si estende fino alla costa ed alle spiagge ghiaiose sui lati settentrionale e meridionale. Una spiaggia bassa, sabbiosi, con alle spalle estesi vigneti, la troviamo presso Lumbarda, che non è lontana.

In prossimità di Curzolacittà si distingue un viale di cipressi piantati nel lontano 1709 ai lati di un' alta scalinata, piuttosto lunga, che si arrampica fino alla cima della collina detta monte Glavica di Sant' Antonio dall' omonima chiesa.

Degne di essere visitate sono pure le Koce nel villaggio di Zrnovo: si tratta di massi di pietra dell' era cretacea, composte da una serie di rocce dalle forme strane e di misteriose grotte. Sulle colline che si levano tra Curzolacittà e il vicino villaggio di Zrnovo, fra le terrazze che delimitano i vecchi vigneti ed oliveti, crescono boschi di snelli cipressi spontanei.

Particolarmente attraente è la profonda insenatura detta Pupnatska Luka con la sua bianca spiaggia ghiaiosa. Nel mare della baia si specchiano verdi bo schi di conifere di cui sono coperte le pendici delle erte colline che fanno da cornice a questo silenzioso porto naturale. Neil' abitato di Cara, davanti alla chiesa parrocchiale, sta un enorme secolare cipresso, l' albero più vecchio che esista sull' isola.

Ai margini della strada detta Zlinja che per oltre un chilometro attraverso la borgata di Blato corrono due file di alberi di tiglio che al tempo della fioritura, in estate, danno una particolare impronta alla cittadina. Nei pressi di Vela Luka sorge il boscoso isolotto di Osjak: con la sua natura intatta richiama gli amanti del silenzio e del riposo nel verde. Sulle pendici meridionali dell' isola si vedono le "terrazze" create da generazioni e generazioni di viticoltori e olivicoltori costruendo muretti di sostegno con pietre calcare. Questi muretti a scalinata sono detti Meje, cioè limiti, confini, e danno un aspetto peculiare, incancellabile, al paesaggio.